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Come leggere l’etichetta di un abito

  • 11 minuti fa
  • Tempo di lettura: 4 min

composizione, grammatura e provenienza dei tessuti


Quando si acquista un abito, la prima cosa che molti osservano è il colore, il taglio o il marchio. Eppure, una delle informazioni più importanti è nascosta all’interno del capo: l’etichetta.


Saper leggere un’etichetta significa comprendere la qualità del tessuto, capire se l’abito è adatto alle proprie esigenze e fare una scelta più consapevole.


In questa guida vedremo come interpretare le principali informazioni presenti sull’etichetta di un abito uomo, dalla composizione delle fibre alla grammatura del tessuto, fino alla provenienza e alle certificazioni.



Perché leggere l’etichetta è importante?


L’etichetta racconta molto più di quanto sembri.


Può aiutarti a capire:

  • quali fibre compongono il tessuto;

  • quanto sarà fresco o caldo l’abito;

  • come dovrà essere mantenuto;

  • se il tessuto è adatto all’uso quotidiano o alle occasioni speciali.


È il punto di partenza per valutare un capo con maggiore consapevolezza.



1. La composizione del tessuto


La prima informazione da controllare è la composizione.

Indica quali fibre sono state utilizzate e in quale percentuale.


Esempio

100% Lana Vergine

Significa che il tessuto è realizzato interamente con lana vergine, cioè ottenuta dalla prima tosatura dell’animale e non da fibre rigenerate.


Altri esempi comuni:

  • 100% Lino

  • 100% Cotone

  • 90% Lana – 10% Cashmere

  • 95% Lana – 5% Seta


Le mischie vengono utilizzate per combinare le qualità di fibre diverse, migliorando comfort, resistenza o luminosità del tessuto.



2. Lana vergine: cosa significa davvero?


La dicitura Lana Vergine non indica necessariamente una qualità superiore, ma certifica che la fibra non proviene da materiali riciclati.


Questo garantisce:

  • migliore elasticità;

  • maggiore resistenza;

  • mano più uniforme.


È una delle composizioni più diffuse negli abiti di qualità.



3. La lana Super: un dato da interpretare correttamente


Sull’etichetta può comparire anche una dicitura come:

  • Super 100’s

  • Super 120’s

  • Super 150’s


Come abbiamo approfondito nel nostro articolo dedicato, questo valore indica la finezza della fibra, non la qualità complessiva del tessuto.


Una lana Super 150 è più fine di una Super 100, ma non è automaticamente “migliore”: sarà più morbida, ma anche più delicata.


Per questo motivo è importante valutare sempre l’insieme del tessuto e non soltanto il numero riportato.



4. La grammatura: un dato spesso sottovalutato


La grammatura indica il peso del tessuto espresso in grammi per metro lineare (g/m).

È uno degli elementi che influenzano maggiormente il comfort.


Grammature leggere: 220–260 g

Ideali per:

  • primavera;

  • estate;

  • ambienti caldi.


Grammature intermedie: 260–300 g

Sono le più versatili.

Perfette per chi utilizza l’abito durante tutto l’anno.


Grammature pesanti: Oltre 320 g

Adatte a:

  • autunno;

  • inverno;

  • climi freddi.


Un tessuto più pesante non è necessariamente migliore: deve essere scelto in funzione della stagione e dell’utilizzo.

Anche qua ti rimando all'articolo che abbiamo già pubblicato: leggi l'articolo >



5. La provenienza del tessuto


Sempre più aziende indicano il lanificio di provenienza.

Nei nostri abiti è sempre presente l'etichetta del lanificio nella parte destra interna della giacca.


Tra i nomi più conosciuti troviamo, ad esempio:

  • Vitale Barberis Canonico;

  • Loro Piana;

  • Drago;

  • Reda.


Questi produttori vantano una lunga tradizione nella realizzazione di tessuti per l’abbigliamento maschile di alta qualità.


Tuttavia, il nome del lanificio rappresenta solo uno degli elementi da considerare: la qualità finale dipende anche dalla confezione e dalla costruzione dell’abito.



6. Le certificazioni


Su alcune etichette possono comparire certificazioni relative alla sostenibilità, alla tracciabilità o al benessere animale.


Tra le più diffuse:

  • Responsible Wool Standard (RWS);

  • OEKO-TEX®;

  • Woolmark.


Queste certificazioni forniscono informazioni aggiuntive sull’origine delle fibre e sui processi produttivi.



7. Le istruzioni di manutenzione


Le icone presenti sull’etichetta indicano come prendersi cura dell’abito.

È importante rispettarle per preservare il tessuto nel tempo.


In generale, per un abito sartoriale è consigliabile:

  • utilizzare grucce adeguate;

  • evitare lavaggi frequenti;

  • preferire la pulizia professionale quando necessario.


Una corretta manutenzione contribuisce ad aumentare la durata del capo.



Errori da evitare


Molti acquirenti commettono alcuni errori ricorrenti:

❌ Valutare un abito solo in base alla percentuale di lana.

❌ Pensare che un numero Super più alto significhi automaticamente maggiore qualità.

❌ Ignorare la grammatura del tessuto.

❌ Concentrarsi esclusivamente sul marchio del lanificio.


La qualità nasce sempre dall’equilibrio tra materiale, costruzione e confezione.



Cosa significa 100% lana vergine?

Indica che il tessuto è realizzato esclusivamente con fibre nuove e non rigenerate.


La lana Super 150 è migliore della Super 120?

Non necessariamente.

È più fine e morbida, ma anche più delicata e meno indicata per un utilizzo intenso.


Cos’è la grammatura di un tessuto?

È il peso del tessuto espresso in grammi e determina, tra le altre cose, comfort e stagionalità.


Conta di più il tessuto o la costruzione dell’abito?

Entrambi sono fondamentali. Un ottimo tessuto valorizza una buona costruzione, ma da solo non basta a garantire qualità e vestibilità.



Conclusione


Imparare a leggere l’etichetta di un abito significa acquistare con maggiore consapevolezza.


Conoscere la composizione delle fibre, la grammatura e la provenienza del tessuto permette di valutare il capo oltre l’aspetto estetico e di scegliere la soluzione più adatta alle proprie esigenze.


Perché un buon abito non è soltanto bello da vedere: è il risultato di materiali selezionati, costruzione accurata e dettagli studiati con attenzione.





 
 
 

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